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Dietro uno shooting dai riferimenti rétro

Dietro uno shooting dai riferimenti rétro
àpiniOct 7, 2026

Chi mi conosce un po’ sa che tendo a complicarmi la vita cercando sempre un perché dietro ogni cosa. Vale anche per le immagini.

Sì disegno gioielli ma ho sempre avuto una grande passione per fotografia, grafica, set, styling e per tutto quello che contribuisce a costruire un universo visivo. Faccio fatica ad accontentarmi di qualcosa che sia semplicemente bello: ho bisogno che abbia un senso.

Diego Dominici lo conosco da anni, prima ancora che esistesse Àpini. Espone con Febo e Dafne, a Torino, conosco bene il suo lavoro e ho anche una sua opera in casa. Quando ho iniziato a pensare a questo shooting, il suo spazio ai Docks Dora di Torino mi è sembrato un contesto molto naturale da esplorare.

Rispetto ai lavori realizzati in precedenza volevo cambiare registro. Questa volta partivo da gioielli più giocosi, dal colore delle pietre dure di Bàlocchi e dai nuovi pezzi di Pastài. Mi interessava portarli in una direzione più concettuale, con un'atmosfera rétro e autunnale, senza perdere quella componente un po’ inattesa che fa parte di Àpini.

I Docks Dora sono un’ex dogana di Torino e hanno conservato un carattere molto particolare. La prima volta che sono entrata mi è sembrato immediatamente di trovarmi nella location di un film, grandi spazi, una struttura originale e ambienti con una presenza molto forte, ancora prima ancora di iniziare ad allestirli. E in effetti il cinema da lì è passato davvero, più di una volta.

Anche lo studio di Diego conserva le caratteristiche originarie dei Docks, ed è stato uno degli aspetti che mi ha attirata di più. Nel suo lavoro ricorrono elementi che sentivo vicini alla direzione che abbiamo voluto dare.

Come sempre sono arrivata allo shooting con una serie di idee abbastanza precise, ma una volta lì abbiamo potuto farle dialogare con ciò che avevamo intorno. Abbiamo giocato con mobili, superfici e oggetti di scena già presenti, aggiungendo abiti vintage e pezzi più contemporanei. Alcuni scatti sono nati proprio dall'incontro di ciò che avevo immaginato prima e quello che abbiamo trovato sul set.

Credo che uno dei punti d’incontro tra il lavoro di Diego e Àpini sia l’attenzione per la costruzione della scena senza la necessità che tutto risulti troppo perfetto. Mi piace che si percepisca una ricerca, ma che rimanga qualcosa di vivo: un dettaglio inaspettato, qualcosa che faccia fermare lo sguardo un secondo in più.

Ne è uscita una serie dal carattere più rétro e invernale rispetto a quello raccontato fino a questo momento, che sento molto Àpini. Cambiare il mood senza cambiare identità era esattamente quello che volevo.

Ora sono curiosa di sapere se, guardando le fotografie, questa atmosfera arriva anche a voi. E soprattutto, quale immagine vi fa fermare un secondo in più?

 

Ph: Diego Dominici

Model: Martina Pace

 

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