L’idea di Spaghetti Pomodoro e Basilico nasce da un pensiero immediato: prendere qualcosa di prezioso, come un gioiello in oro, e legarlo a un momento felice, familiare, che tutti riconosciamo senza bisogno di spiegazioni.
La pasta, e in particolare gli spaghetti, appartengono alla nostra cultura e al nostro quotidiano. È qualcosa che riporta immediatamente a casa, alle abitudini, ai piatti semplici che restano tra i più riconoscibili e amati. Pomodoro e Basilico è forse la sua forma più essenziale, fatta di pochi ingredienti ma capace di restituire un’emozione.
Mi interessava lavorare proprio su questa idea, trasformando una combinazione così italiana in un gioiello e mantenendone la stessa veracità: un filo d’oro sottile e ondulato, attraversato da rubini e tormaline verdi, che riprende quei colori e li traduce in materia.
In questo senso il gioiello funziona quasi come una ricetta, fatta di pochi elementi chiari che insieme trovano un equilibrio: l’oro, le pietre, la forma. Nulla di superfluo, ma qualcosa che rimane.
C’è anche un livello più personale, che ha a che fare con il nome Àpini. Viene dal nomignolo d’infanzia di mia madre e porta dentro un’idea di origine, di qualcosa da cui tutto parte.
Ho immaginato questi anelli come oggetti da indossare liberamente: da soli, in modo essenziale, oppure insieme ad altri Spaghetti, creando un gioco più gustoso che cambia a seconda di come li si combina.
È un gioiello in oro 9 carati, con pietre naturali, pensato per accompagnare nel tempo. Qualcosa che riconosci, anche senza pensarci.

I gioielli fanno parte della mia quotidianità: sono quei dettagli in che mi fanno sentire completa e raccontano qualcosa di me.

La pasta come forma, ossessione visiva e linguaggio culturale: un viaggio personale tra gioiello, design italiano, cinema, moda e immaginario contemporaneo.


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