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7 volte in cui la pasta è uscita dal piatto

7 volte in cui la pasta è uscita dal piatto
lifestyle25 mag 2026

Da quando ho iniziato a progettare una linea di gioielli in oro e argento dedicata alla pasta, ho riempito la mente, i ricordi e la galleria fotografica di riferimenti.

Li trovi nel design italiano, nella moda, nell’arte contemporanea, nel cinema e nella musica. Forme morbide, intrecciate, imperfette ma incredibilmente armoniose, che sembrano quasi disegnare lo spazio.

Ecco una piccola carrellata delle mie 7 preferite:

Artisia — Edible Reveries (2026) Barilla

Durante la Milan Design Week 2026, Artisia, il progetto sperimentale di Barilla dedicato alla pasta 3D, ha presentato Edible Reveries, un’installazione immersiva curata da Studio Yellowdot nel Porta Venezia Design District.

Tra arredi stampati in 3D, luci soffuse e forme ispirate alla pasta, il progetto ha trasformato la pasta in un vero linguaggio estetico, sospeso tra design, food e atmosfera onirica.

Nello stesso progetto, uno spaghetto stampato in 3D ha contribuito a portare la pasta nel mondo del design sperimentale contemporaneo, fino alla vittoria del Compasso d’Oro.


Photo by Andrea Fongo

 

Spaghetti Chair — Giandomenico Belotti for Alias (1979)

Presentata per la prima volta a New York alla fine degli anni Settanta, la Spaghetti Chair progettata da Giandomenico Belotti per Alias è diventata una delle icone del design italiano.

La struttura minimale in acciaio è intrecciata con sottili fili in PVC che ricordano inevitabilmente un groviglio di spaghetti: leggera, essenziale e ancora incredibilmente contemporanea.

Photo of Alias

 

Fish Design — Gaetano Pesce (1996–2000s)

Nata negli anni Novanta dall’incontro tra Gaetano Pesce e l’artigiano Andrea Corsi, Fish Design ha trasformato resina, colore e imperfezione in un vero linguaggio progettuale.

Vasi, specchi e oggetti dalle superfici colanti e stratificate venivano realizzati a mano attraverso estrusori che creavano veri e propri “spaghetti” di resina: un design radicale, libero e profondamente italiano.

 

 Moschino —  Adrian Appiolaza (2025)

Con Moschino, la pasta entra definitivamente nella moda pop.

Dalle collezioni ironiche di Jeremy Scott fino alla recente spaghetti bag presentata da Adrian Appiolaza, il cibo diventa accessorio, simbolo e provocazione. Spaghetti, pomodoro e basilico si trasformano in clutch e borse-surrealiste, sospese tra kitsch, lusso e immaginario italiano.

 

Diamanti — Ferzan Ozpetek (2024)

In Diamanti di Ferzan Ozpetek, c'è una scena in cui Mara Venier prepara una lasagna e trasforma la pasta in gesto collettivo, cura e rituale domestico. 

Più che semplice cibo, diventa un momento di unione tra donne, memoria condivisa e quotidianità profondamente italiana.

MAPPE, Spaghetti — Touring Club Italiano (2024)

Trovato casualmente alla Fiera dei Librai di Bergamo, MAPPE/Spaghetti è il terzo numero della rivista-libro del Touring Club Italiano dedicata a “storie, geografie e variazioni a tema”.

Un oggetto editoriale bellissimo che trasforma gli spaghetti in immaginario culturale, tra reportage, fotografia, illustrazioni e racconti. 

e come colonna sonora?

“The Spaghetti Incident?” — Guns N’ Roses (1993)

Nel 1993 i Guns N’ Roses trasformano gli spaghetti in immaginario pop con The Spaghetti Incident?, album di cover punk dal titolo volutamente ironico e provocatorio.

E tu hai altre idee? Fammi sapere nei commenti.

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